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Se salute e benessere sono ormai un binomio imprescindibile, la percezione della pulizia e dell'igiene degli italiani rispetto agli ambienti chiusi, ad eccezione della propria casa, è appena sufficiente. La questione diventa poi ancora più cruciale quando si parla di ambienti pubblici, ospedali e case di cura, dove su 38,2 milioni di italiani che hanno frequentato ospedali e cliniche negli ultimi tre anni per vari motivi, ben il 48% esprime giudizi negativi.
Come emerge da un'indagine, il giudizio complessivo è pari a 6.3, pari ad una percezione collettiva della pulizia e dell'igiene appena sufficiente. Migliora per quel che concerne gli uffici privati (voto 7.5), gli alberghi, il luogo di lavoro e i negozi (voto 7.4), mentre si attesta su livelli discreti per bar e ristoranti (voto medio 6.8), ospedali e ambulatori (voto 6.6), scuole e luoghi del divertimento (voto 6.5), uffici pubblici (voto 6.2).
Diversa e peggiore è la valutazione di fabbriche e magazzini, che arriva ad evidenziare una vera e propria indignazione soprattutto per i mezzi di trasporto pubblici, delle stazioni e dei gabinetti pubblici dove si scende a una media compresa tra il 5 e il 3.9.
La situazione diventa cruciale per gli ambienti legati al mondo della sanità e della salute pubblica: il 97% degli italiani ritiene che i nosocomi pubblici e privati dovrebbero curare al massimo l'igiene anche per non diffondere malattie. Dall'indagine emerge una chiara diseguaglianza tra le macroaree del Paese, che spacca l'Italia in due: al Nord - tracciando una linea immaginaria tra Grosseto e Ascoli Piceno in su - le cose sembrano funzionare abbastanza bene, con un indice di insoddisfazione che non supera il 30%; nel Lazio e al Sud la situazione viene descritta come cattiva - nella regione della capitale con un 40% d'insoddisfatti, pessima al Sud, con il 42% di insoddisfatti. Meglio, infuriati.
Fonte: Sanihelp.it
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